Alfonso Rendano

Il “Beato Angelico della musica”, così venne definito Alfonso Rendano dai suoi estimatori per l’originalità e la raffinatezza della sua arte pianistica.
Talento dai molteplici aspetti, fu compositore florido, interprete superbo, inventore acuto. A lui si deve, infatti, l’aggiunta del terzo pedale, denominato “indipendente” che permette di prolungare la sonorità di una nota o di un accordo.

Nato a Carolei, piccolo borgo alle porte di Cosenza, nella casa di rione Cicala, da papà Antonio e mamma Giuseppina Bruno, il 5 Aprile 1853, mise subito in evidenza la sua versatilità per la musica.
Una passione, un sogno che si concretizzava sui tasti dell’organo a canne, tutt’ora esistente nella chiesa dell’Immacolata, poco distante dalla sua casa.
Un enfant prodige, che suonava come un angelo, (così lo definì Thalberg!), che si fece subito notare nei salotti aristocratici napoletani, dopo aver lasciato, a soli 10 anni, la Calabria, a ridosso dei grandi avvenimenti risorgimentali che modificavano definitivamente l’assetto geo-politico dell’Italia, per approdare al Conservatorio di San Pietro a Majella…proiettandosi dalla quiete ovattata delle montagne calabre negli ambienti culturali europei più raffinati!
Le sue innate capacità, infatti, colpirono immediatamente Francesco Saverio Mercadante e, subito dopo, Sigismund Thalberg, che lo prese sotto la sua protezione e lo presentò poi a Gioacchino Rossini.
Quello con Rossini sarà un incontro determinante nella carriera di Alfonso Rendano. L’insigne musicista, infatti, esprime subito profonda stima nei suoi confronti, lo introduce nei salotti parigini e si prodiga per fargli ottenere una borsa di studio che gli permetterà di perfezionare i suoi studi al Conservatorio di Lipsia.
Ma è soprattutto, grazie all’interessamento di Rossini che il giovane pianista calabrese potrà seguire le lezioni di George Mathias, allievo prediletto di Chopin, assorbendo, quindi, nel profondo, l’espressione musicale del grande polacco
Caroleano di nascita, dunque, ma europeo di formazione, sarà a Lipsia, che il giovane Rendano farà il suo debutto, nel 1871 al Gewandhaus.
Successivamente le sue esibizioni risuoneranno nelle più belle ed importanti capitali: da Vienna a Londra, a Budapest, a Weimar, a Roma, dove ai suoi concerti non sarà mai assente la Regina Margherita di Savoia.
E, non ultima, la Regina Vittoria rimase a tal punto conquistata dalla sua perfetta arte di esecutore, che fece riaprire, in suo onore, per la prima volta dopo la morte del Principe Consorte, il Palazzo Reale di Windsor, affinchè egli eseguisse, insieme con il
già celeberrimo violinista Joachim, il Quintetto di sua composizione
Incantava, quindi, i più raffinati conoscitori di musica e tra i suoi amici annoverava molti tra i più grandi musicisti del suo tempo, come Rubinstein, Mathias, von Bülow, Joachim, Listz e molti altri.
E proprio con Listz intrattenne una sincera ed affettuosa amicizia. E Liszt, dal canto suo, ammirò e stimò il giovane calabrese e lo volle suo ospite a Weimar, dove si adoperò affinchè alla Corte del Granducato fosse eseguito il Quintetto, col concorso del celebre Quartetto di Corte, voltando egli stesso le pagine a Rendano, durante l'esecuzione
E non solo, ma al Belvedere, residenza estiva della famiglia Granducale, fu eseguito il suo Concerto, trascritto nella rara versione per due pianoforti, e Liszt sedette al secondo pianoforte!
Formazione europea, quella di Rendano che, però non soffoca mai la sua “calabresità non ostentata, (come sottolinea Rodolfo Caporali) per via di quel suo carattere schivo, ma sempre vibrante nella sua musica”, un leit motiv che pervade tutta la sua produzione artistica e la sua vicenda umana.
Questo timido ed esile fanciullo, infatti, rimase, anche da uomo maturo, un calabrese doc, tenace e testardo, fedele e coerente al suo ideale d’arte, non incline ai compromessi, anche quando vecchio e sofferente, chiuso nel suo studio, affollato dai mille ricordi del suo immenso successo, assaporò la tristezza della solitudine!
Un grande personaggio, dunque, che la sua terra non è stata ancora capace apprezzare appieno.
Un primo passo venne fatto nel 1936, pochi anni dopo la sua morte avvenuta a Roma il 10 settembre 1931, con l’intitolazione a Cosenza, del Teatro che caratterizza l’immagine culturale della città, ma bisognerà attendere ancora molti anni prima che nella stagione lirica del 2001, Cosenza renda nuovamente omaggio al suo illustre concittadino, questa volta con un evento di grande portata: la prima teatrale di “Consuelo”, opera lirica di Alfonso Rendano, ispirata al romanzo della scrittrice francese Gorge Sand.
Rappresentata in Italia, la prima volta, al Regio di Torino nel 1902, fu giudicata dalla stampa “opera magistrale dal contenuto musicale di primissimo ordine”. Ma fu in Germania, che ottenne un grandissimo successo, tanto che alla fine della Prima, data al Reale di Stoccarda, in un teatro estremamente gremito, ricevette, una prolungata e appassionata standing ovation, rimasta nella storia!
Ed è per volontà di Angelica Ruffolo Scarpa che, in qualità di erede materiale e spirituale dell’opera del Maestro, ha recuperato gran parte della documentazione cartacea e fotografica legata alla vita ed alla carriera artistica di Alfonso Rendano, che oggi “questa preziosa testimonianza” è conservata nella nostra città, in quanto da lei
donata alla Biblioteca Civica di Cosenza, “con la speranza che essa rimanga patrimonio dell’umanità.”
Una speranza che non può andare delusa!

Carolei... e la sua storia

 É difficile stabilire come e quando la denominazione originaria del paese, Ixia, si sia trasformata in quella attuale. Il Barillaro segnala anche il nome Karalèa derivante da "kaloléou" (faccia di leone o del bel leone), soprannome dato al feudatario Caroleo che la governò fino all'arrivo dei Saraceni (mille di loro, di passaggio verso Cosenza, sarebbero morti in uno scontro con i Cristiani residenti in una zona oggi chiamata "Mille pagani"). È probabile dunque che, nel tempo, Ixia o Issia di Caroleo sia diventata Carolei. Anche per quanto riguarda le origini del centro urbano gli storici tramandano notizie non troppo chiare. Sembra che il primo insediamento di Ixia fosse una postazione agricola di Enotri. L'agglomerato di Appié la Terra, da cui deriva l'odierno paese, invece, si fa risalire a epoca greca. L'acropoli, infatti, sembra abbia ospitato un tempio dedicato ad Apollo Ixìos e un altro tempio, innalzato per venerare Giove, si trovava probabilmente sul colle che ne porta ancora il nome. Poche sono, quindi, le tracce documentali che consentono di ricostruire la storia del paese dalle origini al Medioevo. 


Sotto il governo di Federico il Grande, Carolei fu feudo di Riccardo de Rose (1239).   Nel 1326 si trova menzionato un diacono di nome Rogerus De Caroleis. Probabilmente fu posto sotto il feudo dell’arcivescovo di Cosenza, ma non sono da escludere periodi durante i quali sarebbe stato sotto il libero dominio di Cosenza. In ogni caso, sin dai primissimi anni del regno di Alfonso I d’Aragona, Carolei (con gli altri casali posti sulla Catena paolana) fu concessa, insieme a Rende agli Adorno di Genova (prima metà del ‘400). A questa famiglia rimase fino alla morte dell’ultima Adorno, Isabella. Rientrata in possesso della corte di Napoli, Carolei fu data, da Carlo V, nel 1532, al suo capitano Ferrante Alarçon-Medoza che divenne, così, marchese di Rende. Il dominio degli Alarçon-Mendoza perdurò fino a quando i francesi di Napoleone li spodestarono 

Durante la rivoluzione Napoletana del 1799, il generale Championnet incluse il paese nel dipartimento del Crati (cantone di Cosenza). Nel 1806 il centro abitato fu teatro di un violento scontro tra Borboni e Francesi. All’arrivo dei francesi fu sequestrato, fino al gennaio del 1808, il convento che i Frati Carmelitani dell’Antica Osservanza avevano costruito nel 1530 e, da allora, i padri francescani non vi ritornarono mai più. Con la conquista del Mezzogiorno continentale da parte di questi ultimi, Carolei, l’anno successivo divenne Luogo del governo di Mendicino e nel 1811 Comune del circondario di Dipignano. Nel 1812 il re Gioacchino Murat fece costruire la strada che collega Carolei ad Amantea. Nell'estate del 1860, nei pressi dell’antica necropoli in località Stiddra, si svolse una battaglia tra garibaldini e borbonici.

Nel contempo si affermò sempre di più il potere dei Quintieri, giunta da Napoli nel 700. A partire dall’800 la famiglia detenne, more feudalia, il bastone del potere cittadino e uno dei suoi esponenti, Angelo, fu deputato dal 1890 al 1904. Ma fu  l’iniziativa imprenditoriale a lanciare i Quintieri nell’empireo della borghesia capitalistica nazionale. Fondarono la Società Elettrica Bruzia, e la Banca di Calabria. Fu Quinto  a portare il nome dei Quintieri sulla scena internazionale. Fu ministro delle Finanze nel secondo governo Badoglio (1944). e guidò  la missione negli Stati Uniti per chiedere aiuti finanziari finalizzati ala ricostruzione postbellica. Eletto nella Costituente, nel corso degli anni '50 e '60 fu vicepresidente della Confindustria con delega alle relazioni estere. Consulente di numerosi organismi internazionali (tra cui la Cee e l’Euratom), finanziere di fama mondiale, sovvenzionò anche diverse testate giornalistiche d’orientamento liberale e collaborò con saggi scientifici. Ultimo dei Quintieri, Quinto morì a Ginevra nel 1968  

Daniela Roma

Nel 1999, Daniela Roma si è diplomata in pianoforte con il massimo dei voti presso il Conservatorio "F. Torrefranca "di Vibo Valentia.
 
Dal 2001 al 2006 ha seguito i  corsi di perfezionamento pianistico, con il Maestro Aquiles Delle Vigne, presso l'Internationale Sommerakademie Universitat Mozarteum, a Salisburgo, in Austria. Ha inoltre, seguito i corsi di perfezionamento con i seguenti pianisti:  Daniel Rivera, Gabriel Kwok e Choon-Mo Kang.

Nel 2007  ha conseguito, sotto la guida di Aquiles Delle Vigne, un Master in piano performance con il massimo dei voti  presso la Hogeschool voor Muziek, University of Professional Education di Rotterdam, Paesi Bassi. 
 
Nel 2008  si è laureata in DAMS (Dipartimento di Arti, Musica e Spettacolo) con il massimo dei voti e la lode presso l'Università della Calabria, con una tesi su la Sinestesia in Aleksandr Scriabin e Vasily Kandinsky.
 
Ha tenuto concerti di musica da solista e in formazioni cameristiche in prestigiosi teatri e sale da concerto, tra cui: la Wiener Saal - Mozarteum (Salisburgo, Austria); la Teather Saal - Istituto Orff (Salisburgo, Austria); Il  Concertgebouw Jurriaanse Zaal - de Doelen (Rotterdam, Paesi Bassi); la Konzertsaal-SchloB Frhonburg (Salisburgo, Austria); il Teatro Pedrotti (Pesaro, Italia); la Sala Ademollo - Palazzo Ducale e Palazzo Sani (Lucca, Italia); il Teatro A. Rendano (Cosenza, Italia); l’Auditorium della Discoteca di Stato (Roma, Italia), la Villa Doria (Napoli, Italia); il Parlement Bruxellois (Bruxelles, Belgio); il Fine Arts Center (Università del Rhode Island, Stati Uniti d'America), La Dante Alighieri Society, Cambridge, MA, (Stati Uniti d'America), La Casa Zerilli-Marimò, New York University, New York City (Stati Uniti d'America)…
 
Si è inoltre esibita per i  seguenti Festivals :  San Giacomo festival (Bologna, Italia); le Giornate Rendaniane (Carolei, Italia); I Messiaen Study Days al Codarts Muziek Zaal (Rotterdam, Paesi Bassi); il Festival dell’Aurora (Crotone, Italia); il Festival Courants d'Airs (Bruxelles, Belgio); il Piano Extravaganza, Rhode Island (Stati Uniti); i Concerti di  Villa Rendano, Cosenza (Italia) e presso il palazzo della marina militare , Napoli (Italia).
 
Nel 2003, ha registrato i musica rara per due pianoforti di Ferenc Liszt per la casa discografica Phoenix Classics.
 
Nel 2005, ha registrato,  con l'ensemble da camera del Conservatorio Fausto Torrefranca (Vibo Valentia, Italia), e con il pianista Roberto Galletto, il Carnevale degli animali  di Saint Saens per  la casa discografica Metis Film, Monte Porzio.
 
Nel 2006,  ha eseguito le  Visions de l'Amen (Primo pianoforte ) per i Messiaen Study Days presso ls  Muziek Zaal Codarts, di Rotterdam, Paesi Bassi.
 
Dal 2005 al 2008 è stata il Direttore Artistico  dell'International Piano Master Classes con il M. Aquiles Delle Vigne. Le Master Classes si sono svolte a Palazzo San Bernardino, Rossano (Italia).
 
Nel 2008 è stata la direttrice artistica dell’ Euromediterraneo Piano Festival, che ha raccolto alcuni dei migliori pianisti dell'area mediterranea, a Palazzo San Bernardino, a Rossano, e al Castello di Corigliano, a Corigliano Calabro, Italia.